Sembra che quando si apre un sito si debba dare qualche notizia sul perché di tale azione.
Buona tradizione, visto che ce ne sono già tanti.
Vedrò quindi di ottemperare, restando breve. Credo infatti che la parte più importante siano i contenuti, per cui è bene che queste righe lascino il tempo di andare a esplorarli.
Anzi, chi crede può farlo subito.
Per gli altri, ecco qualche indicazione sul mio processo mentale al riguardo.

Su Internet viene detto continuamente di tutto, quindi è inutile aggiungere assoluti. Per quanto mi riguarda, si tratta di una rivoluzione ancora più profonda di quella di Gutemberg. Dal suo torchio da stampa in avanti – e non parliamo dei successivi caratteri mobili – il lavoro che un onesto fraticello produceva in mezza vita era moltiplicabile in maniera impensata fino a un lustro prima. Così, il pensiero di taluni si poteva diffondere molto più in fretta e non restava appannaggio di pochi.

Rimanevano però alcuni problemi, fra i quali:

  • i costi;
  • i tempi di distribuzione;
  • il potere di scelta degli editori;
  • la comunicazione a una via: gli autori parlavano al pubblico, le risposte erano ancora lente.

Internet risolve questi problemi in buona misura, anche se resto convinto che il contatto fisico con il libro sia insostituibile. Non si tratta nemmeno di carta e inchiostro, ma proprio di editoria: un libro uscito dalla stampante posta sul proprio tavolo non ha le stesse impalpabili prerogative del tomo edito per i tipi del remoto editore. Sembra quasi che l’uscita rilegata del manufatto (o “Macchinofatto”?) da uno stesso utero tipografico generi una sorta di legame esoterico o intrapsichico con gli altri lettori e l’autore, che la riproduzione autarchica invece nega.

Per tutto ciò, credo che un sito possa essere ottimo per mettere a disposizione di chi scorribanda nella rete tutte le minutaglie delle quali il curatore pensa che:

  • nessuno comprerebbe stampate ma potrebbero interessare qualcuno quando sono in Internet.
  • possano essere integrate là per là;
  • risultino quantitativamente scarse per un libro e comunque aliene ai processi editoriali;
  • potrebbero essere stimolanti per un dibattito.

Ecco il perché organizzativo.
Un’occhiata ai contenuti racconterà quello della sostanza interna al sito.
In più, la mail permette immediatezza di risposte e contributi anche estemporanei.
Scrivetemi.
Così saprò se ci ho dato.

Cordialmente,
L.W.